25 anni, più che matura, ma ancora giovanissima e con tanti progetti ancora da realizzare. I volontari dell’A.Na.Vo., l’Associazione Nazionale di Volontariato maddalonese, festeggiano l’importante traguardo raggiunto: un quarto di secolo di attività svolte all’insegna dell’agire solidale e a supporto dei più deboli.

E’ evidente come le cose siano cambiate da quel lontano 24 febbraio del 1994, quando dei volenterosi cittadini decisero di impegnarsi in prima linea per la tutela di minori, anziani e disabili, e per la salvaguardia dell’ambiente: in questi venticinque anni l’A.Na.Vo. è divenuta un punto di riferimento importante per il territorio, con iniziative di prevenzione dei fenomeni di esclusione sociale ed azioni di contrasto alla povertà. Grazie ad un comitato scientifico che garantisce la perfetta aderenza tra gli interventi proposti e i bisogni della comunità, l’A.Na.Vo. ha promosso negli anni progetti innovativi la cui eco, in alcuni casi, è giunta anche a livello nazionale. Tra le attività promosse, possiamo annoverare un Centro di Aggregazione, un Centro di Ascolto ed un Centro di Documentazione e Studi. L’associazione ha anche dato vita, nel 2010, a un Asilo Nido “Na casa pe' tutt''e piccerille” gestito oggi da una cooperativa sociale costituita dalle educatrici volontarie del progetto inziale.

In questi 25 anni dal Centro di Aggregazione sono passati centinaia di bambini di ogni età, seguiti con le attività più diversificate, sostegno scolastico e laboratori di educazione alla gestione delle emozioni e alla relazione con gli altri, teatro terapeutico e percorsi di educazione all’ambiente e alla legalità. A tutti è stata lasciata come eredità morale l’impegno verso l’altro in difficoltà, senza pensare alla loro condizione economica o sociale perché la povertà non è solo fisica ma anche dell’anima. Tante le famiglie che hanno chiesto un ascolto e un consiglio per risolvere momenti di particolare fragilità. Diverse le storie di ragazzi che ‘hanno sbagliato’ e che sono stati accolti per recuperare gli errori con percorsi di ‘messa alla prova’ durante i quali hanno donato il meglio di sé ai bambini e ai volontari, scoprendosi così persone nuove. Non poche le storie di bambini e ragazzi persi per strada perché, purtroppo, non tutte le storie hanno un lieto fine. Hanno segnato questi 25 anni anche le tragiche, premature perdite di amici e volontari che hanno fatto crescere l’Associazione e la cui memoria, a distanza di anni, continua ad essere coltivata anche con chi non ha avuto il piacere di averli conosciuti.

Il lavoro di rete che l’Associazione ha fatto in tutti questi anni ha aiutato a raggiungere i risultati più importanti dimostrando veramente che i sogni condivisi possono trasformarsi in realtà. Tantissime le iniziative sviluppate in collaborazione con le Scuole di ogni ordine e grado del territorio, con il coinvolgimento degli studenti in attività di peer education e di sensibilizzazione alla violenza di genere, solo per citarne alcune. Ogni anno si ripete, poi, atteso da molti, il progetto di ‘Estate soli..dale’ ospitato dalle strutture scolastiche aperte nel periodo estivo proprio per accogliere bambini e famiglie con l’offerta di laboratori di creatività manuale e artistica oltre che con gare sportive e canore. Ricercate e attuate costantemente le collaborazioni con tutti gli Enti di settore come i Servizi Sociali del Comune, l’ASL, l’Amministrazione Provinciale, la Regione, diversi Ministeri e Università da cui sono arrivati le centinaia di studenti tirocinanti in tutto lo spettro delle discipline sociali e psicologiche e che hanno fatto da tutor a decine di bimbi con necessità di un guida personalizzata per il loro sviluppo educativo e scolastico.

In 25 anni sono passati dalle diverse sedi in cui ha operato l’Associazione centinaia di volontari giovani e adulti. Tutti hanno offerto un’occasione di crescita e una mano tesa. A tutti è stata offerta la possibilità di formarsi nelle diverse occasioni create per renderli più consapevoli e pronti ad agire a sostegno dell’altro senza sentirsi migliori e, soprattutto, rispettando la dignità di chi vive una situazione di sofferenza.